AGGIUS

di John Warre Tyndale

L’isola di Sardegna

Londra 1849

Traduzione e cura di Lucio Artizzu
Nuoro, Ilisso, 2002 (Bibliotheca Sarda, 82)


Aggius, un altro paese povero, conta 2300 abitanti compresi quelli che vivono sparsi nel vasto circondario; sorge a nord-ovest di Tempio e, salvo il panorama selvaggio, non ha altro che possa richiamare l’interesse del viaggiatore.

La popolazione è per lo più dedita alla pastorizia, e la vita nomade dei pastori non si differenzia molto dai tempi passati quando era particolarmente famosa per furti e vendette. La notorietà di queste ultime ha conferito una fama sinistra a tutta la zona perché al nome di ogni montagna si associa quello di un bandito importante e dei suoi sodali.

Il Monte Cuccaro, Monte Fraili, il Tummeu Sotza e altri luoghi sono consacrati alla memoria degli “eroi” estinti e le molte storie delle loro imprese costituirebbero un divertente annuario del Newgate della Gallura.

Dal 1819 il Governo è riuscito, almeno in parte, a domare gli atroci delitti di Aggius ed ora i coniatori di moneta falsa non esercitano più i loro traffici sul Monte Fraili o nella Montagna della Forgia, sebbene questa ancora ne conservi il nome, ma esiste una grande caverna ed una sorgente nota come “la sorgente dei banditi”, famosa perché, oltre che essere stata il covo e l’officina dei malviventi, ancora ai giorni nostri non viene del tutto disdegnata dai fuorilegge.

Il territorio fra Aggius e la costa non è più battuto dalle bande di un Mamia, un Malu, un Biancu o un Addis i quali, all’inizio di questo secolo, sgominavano regolarmente le truppe governative né lo è di recente il Monte Cuccaro, il quale fu teatro di una guerriglia, nella quale ottanta soldati furono sterminati in un’imboscata da una banda di questi predatori di montagna.

Nonostante il loro temperamento ribelle e vendicativo, gli abitanti di Aggius sono famosi per la cortesia, l’ospitalità, l’operosità e la sobrietà. Se dovessero incontrare un avversario in difficoltà, o in un frangente in cui sarebbe facile attaccarlo, non lo farebbero perché secondo il loro codice morale questo non sarebbe da uomini d’onore, anzi presterebbero al nemico ogni possibile aiuto. Il loro rispetto per gli stranieri non è meno forte.


FONTI DELLE ILLUSTRAZIONI

Cartoline e foto dell’800 e primi ’900

coll. Gianfranco Serafino

Foto contemporanee

HrodebertRobertus – Flickr, leysieffer- Flickr, Antonio Concas – Flickr, Vittorio Ruggero – Flickr, Monte Tumeu Sotza, Matteo Aisoni – Flickr, google earth


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