LA MADDALENA

di Robert Tennant

La Sardegna e le sue risorse

Roma – Londra 1885

traduzione a cura di Lucio Artizzu
Cagliari, Della Torre, 2006


In tempi relativamente recenti la Sardegna è stata teatro di due importanti eventi storici la cui citazione non si può tralasciare. L’isoletta di La Maddalena, situata a nord dell’isola madre, da questa separata soltanto da uno stretto canale sinuoso, fu teatro di entrambe le gesta.

Qui lord Nelson installò il suo quartiere generale dal 1803 al 1805, in attesa della flotta francese ancorata nel porto di Tolone e fu qui, inoltre, mentre sferrava l’attacco alla stessa isola nel 1795 che Napoleone Bonaparte, allora giovane ufficiale di artiglieria, subì la prima sconfitta della sua lunga e fortunata carriera.

Lord Nelson, che aveva messo in atto ogni stratagemma per indurre l’ammiraglio francese a partire da Tolone, fu alla fine ricompensato per la sua paziente attesa e perseveranza il 17 gennaio 1805 quando la fregata che stava di vedetta al largo, gli segnalò che la flotta francese aveva preso il mare.

Era una scura, tempestosa notte d’inverno; erano in corso preparativi per danze ed altri divertimenti a bordo delle diverse navi inglesi quando fu ricevuta e confermata l’eclatante notizia e non appena fu dato il segnale “weigh”, in un attimo tutto mutò e la repentinità dell’ordine fu eguagliata soltanto dalla destrezza e celerità con le quali venne eseguito.

Il corridoio di mare era tanto stretto che poteva passare soltanto una nave per volta ed ognuna di esse si orientava seguendo le luci di poppa del vascello che la precedeva. Nel giro di due ore, l’intera flotta era uscita dal canale e si posizionò in direzione sud per inseguire la flotta francese la quale, poco tempo dopo, doveva conoscere la sconfitta nella battaglia di Trafalgar.

Il coraggio risoluto e lo spirito deciso mostrati da Nelson in questo frangente furono oggetto di uno speciale elogio alla Camera dei Lord da parte di sua maestà il re Guglielmo IV, allora duca di Clarence, e l’episodio viene sempre ricordato come uno dei più audaci e arditi fra le molte grandi imprese di Nelson.

Il famoso ammiraglio ebbe altissima stima della Sardegna quale base navale e in proposito scrisse: ”Non ne esiste al mondo una migliore; dispone di porti adatti come arsenali, rade per movimentare la flotta e tenere così sotto controllo sia l’Italia che Tolone. Per la sua posizione vale cento volte Malta”. Sia nelle lettere ufficiali che private, egli ne sollecitò decisamente e ripetutamente l’acquisto da parte degli Inglesi.

In una delle sue missive ricorda che la rendita netta dell’Isola non superava le cinquemila lire l’anno e che la si poteva acquistare per mezzo milione di sterline. In quel tempo si trattava, indubbiamente, di un prezzo certamente elevato, sia dal punto di vista commerciale che finanziario ma, considerato sotto il punto di vista politico o strategico, si sarebbe risolto in un affare eccellente per l’Inghilterra se le intuizioni di lord Nelson si fossero realizzate.

Il nome dell’ammiraglio viene ancora ricordato e riverito a La Maddalena anche perché prima della partenza offrì in dono alla chiesa due candelabri d’argento massiccio ed un crocifisso, anch’esso d’argento, con il corpo del nostro Salvatore in oro.

Quando fu ringraziato pubblicamente per il regalo e gli furono assicurate preghiere per la vittoria sui Francesi, Nelson rispose “che se soltanto essi avessero pregato la Madonna affinché la flotta uscisse da Tolone, e questo era quanto chiedeva loro, egli avrebbe pensato al resto ”, ed i maddalenini avrebbero poi ricevuto “il corrispettivo in argento di una fregata francese con il quale costruire una chiesa”.

I pettegolezzi locali sono molto diffusi in quest’isoletta come nel resto del mondo e qui ancora perdura la diceria secondo la quale il nobile comandante non fosse insensibile al fascino di una giovane e bella ragazza, Emilia Isona, in quel tempo considerata la “bella dell’Isola”, e che fu per suo desiderio e suggerimento che furono donati alla chiesa quegli arredi sacri quale offerta a Dio per la loro salvezza e per il successo degli inglesi.

Fu da La Maddalena che Nelson scrisse a suo fratello una famosa lettera. Era accaduto che l’ammiraglio francese (La Touche) si fosse vantato di avere snidato la flotta inglese e di averla fatta posizionare davanti a sé. Di fatto, la flotta era stata schierata e quindi ritirata con il solo proposito di indurre quella francese a seguirla. “Avrai saputo – scrisse – della lettera di La Touche secondo la quale mi avrebbe dato la caccia e secondo la quale io sarei fuggito. Lo tengo con me quello scritto, e se mi verrà fra le mani, per Dio, glielo farò ingoiare”.

Ugualmente interessante l’altro episodio storico. Napoleone, quando si trovava nella guarnigione di Bonifacio, in Corsica, fece parte di una spedizione che salpò da quel porto per conquistare La Maddalena; fungeva da comandante in seconda, mentre tutte le unità navali erano al comando del generale Colonna Cesarini. Accadde che un reparto, riuscito a sbarcare nel cuore della notte nella vicina isola di Santo Stefano, avesse montato una batteria e al mattino aprisse il fuoco sulla città e le sue fortificazioni.

Trovò la resistenza di una guarnigione di 500 uomini i quali risposero con uguale determinazione. Nella costa opposta alla terra ferma, erano schierati i montanari i quali, dopo che la fregata francese fu ridotta a mal partito, salirono sulle barche ed attaccarono Santo Stefano.

L’assalto fu così violento che Bonaparte fu costretto ad una precipitosa ritirata con i suoi pochi uomini, lasciandosi alle spalle duecento prigionieri, parte dell’artiglieria e gli equipaggiamenti.

Mentre Bonaparte continuava a far sparare i cannoni, osservando col telescopio gli effetti prodotti, vide che la gente si rifugiava in chiesa e disse “Voglio bombardarla soltanto per spaventare le donne”. Fu sparata una cannonata, il proiettile passò attraverso la finestra del tempio e cadde ai piedi del crocifisso dell’altare. Non esplose, e questo fatto miracoloso di rispetto religioso produsse il dovuto effetto sui fedeli isolani i quali conservarono per lungo tempo il proiettile, insieme con cose curiose sacre della città, finché fu acquistato per 150 franchi da un signore scozzese che lo offrì al suo Paese.

In realtà fu presto chiara la vera causa dell’innocuità del proiettile; Napoleone continuò a bombardare ma vedendo che le granate non sortivano effetto, sebbene andassero a cadere nel punto giusto, ne esaminò alcune e scoprì che erano state riempite di sabbia. “Amici”, disse, “tradimento” ed i soldati che combattevano duramente a La Maddalena, capirono che il “tradimento” doveva attribuirsi allo stesso generale Cesari il quale sarebbe stato ucciso all’istante se non fosse riuscito a salire a bordo della sua fregata ed a darsi alla fuga.

Si racconta che Pasquale Paoli, aderendo contro voglia alla decisione dell’assemblea francese di intraprendere la spedizione contro la Sardegna, ne avesse affidato il comando al generale Cesari, suo intimo amico, dandogli istruzioni perché l’impresa fallisse in quanto considerava la Sardegna un naturale alleato. Può darsi che ciò sia vero; comunque la spedizione si concluse con la ritirata del Generale e del suo esercito dopo che da Santo Stefano furono sparate su La Maddalena più di 500 granate, senza che producessero danno alcuno.

Attigua a La Maddalena si trova l’isola di Caprera, in passato residenza del patriota italiano Garibaldi; è un ammasso di nuda roccia; la vetta centrale è alta circa 800 piedi ed ha diverse baie protette nelle quali i pescatori, non solo napoletani, pescano grandi quantità di aragoste. Si dice che l’isola sia stata il quartiere generale dei Saraceni quando, durante il nono secolo, facevano partire da lì le loro scorrerie sulla costa italiana.

Fu qui che Garibaldi organizzò le sue famose spedizioni sulla terraferma e fu qui, inoltre, che egli morì. Dopo la sua scomparsa, l’isola è stata acquistata dallo Stato ed in memoria del grande patriota sta per essere eretto un bel monumento attraverso pubblica sottoscrizione.


FONTI DELLE ILLUSTRAZIONI

Disegni, dipinti e litografie dell’800

John Francis Rigaud, Nelson, 1781.

Henri Félix Emmanuel Philippoteaux, Napoleone Bonaparte, 1835.

Samuel Atkins, Uno squadrone della Marina reale – wikimedia commons

British Museum, Lettera di ringraziamento a Nelson del parroco Biancareddu, 22 October 1804.

Agostino Verani, Isolani della Maddalena, IN Scoperta della Sardegna. Antologia di testi e autori italiani e stranieri, a cura e introduzione di Giuseppe Dessì, Milano, Il Polifilo, 1967.

Antoine Jean Gros, Bonaparte au pont d’Arcole, 1796.

Denis Auguste Marie Raffet, Bonaparte fa il suo debutto nelle isole della Sardegna, 1826.

Cartoline e foto di fine ’800 e primi ’900

coll. Antonio Frau – La Maddalena

Foto contemporanee

Nello Anastasio – Flickr; MARC912374 – CC BY-SA 4.0 – Flickr; Richard Matthews – CC BY 2.0 – Flickr, Antonio Frau


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