LA NUOVA RETE DI SERVIZI AUTOMOBILISTICI DELLA SARDEGNA

di

Antonio Taramelli

in

LE VIE D’ITALIA

Rivista mensile del TOURING CLUB ITALIANO

Organo Ufficiale dell’ente nazionale per le industrie turistiche

Maggio 1923

(pp. 522- 532)

Antonio Taramelli, servizi automobilistici Sardegna

[PRESENTAZIONE DELLA REDAZIONE]

Fra i maggiori vanti dell’automobilismo è quello d’aver potentemente contribuito alla migliore conoscenza del nostro Paese. Chi avrebbe, solo pochi anni or sono, pensato di poter agevolmente raggiungere quasi ogni punto dell’interno della Sardegna, con rapidi, comodi, democratici omnibus automobili?

Quanto grande sia l’interesse turistico dei 2600 chilometri delle linee automobilistiche sarde, i nostri lettori apprenderanno dalle rapide note che per essi ha dettato il prof. Antonio Taramelli, l’illustre archeologo  direttore del Museo di Cagliari, e dalle singolari illustrazioni che costituiscono un piccolo saggio del superbo materiale raccolto dall’architetto Umberto Arata*** per il volume di prossima edizione intorno all’arte paesana della Sardegna. Dobbiamo la ghiotta primizia alla cortesia degli editori Bestetti e Tumminelli, che amorosamente curano la pubblicazione.

NOTA di Guido Rombi – Gallura Tour

Si tratta di una presentazione molto interessante, perché dice – e questo ad oggi non mi risulta si sapesse – che il volume che poi Giulio Ulisse Arata pubblicò con Giuseppe Biasi nel 1935 per i tipi dei fratelli  Treves di Milano, era in pubblicazione addirittura dodici anni prima con un’altro editore, la «Casa editrice d’arte Bestetti e Tuminelli». La pubblicazione veniva data così tanto imminente che questo articolo di Taramelli sembra fornire un appoggio utile, ma forzato e fuori contesto, per pubblicizzarla. Che il corredo di illustrazioni sia fuori contesto è infatti di tutta evidenza. Ci si sarebbe aspettati delle carte attinenti appunto la rete stradale e altre sulle peculiarità delle singole zone della Sardegna descritte da Taramelli, e invece ecco un gruppetto di immagini di arte artigiana messo come uno spot a parte. Arata era al momento certamente un conoscitore della Sardegna e aveva collezionato dei materiali, se è vero che – come scrive Lucia Bisi nella voce sul Dizionario biografico degli italiani – che aveva pubblicato nel 1920 un articolo dal titolo La casa popolare sarda e la sua suppellettile (in La Casa, III [1920], p. 16). Inoltre – è detto in questo stesso numero a pagina 719 – Arata aveva curato, insieme al pittore Melchiorre Melis, la SEZIONE SARDA per la Prima Mostra Internazione delle arti decorative di Monza (19 maggio 1923): «Sezione dedicata all’arte paesana; l’arte che l’isola, rimasta focolare di una patriarcale civiltà pastorale nel mezzo del Mediterraneo, custodisce, creandosene uno stile spontaneo, anonimo, immutabile, ma non meno nobile dei più evoluti e databili. È l’aristocratica per eccellenza fra le arti paesane, che se hanno tutte alcunché di comune, raramente raggiungono la sobrietà e l’audacia insieme nei cromatismi e negli arabeschi, di questa sarda, pervasa quasi da una fierezza araldica». (Al termine dell’articolo, come in una appendice, proponiamo delle foto della succitata Prima Mostra Internazione delle arti decorative di Monza). È da evidenziare anche che non si cita Biasi e che nessuna sua pittura faccia parte delle illustrazioni.

Alla luce di quanto detto, diversamente dall’articolo, le immagini saranno proposte in un unico blocco, a fine articolo, e non “sparse” nel testo.

*** Sul nome dell’architetto Arata. GIULIO ULISSE ARATA, uno dei più celebri architetti del Novecento (si veda    QUI   e     QUI). Il suo nome è singolarmente spesso scritto in maniera erronea, e in tante singolari varianti (Giuseppe, in tante pubblicazioni e oggi anche in non pochi siti). In questo stesso numero figura un articolo I Grattacielo in Italia? in cui viene chiamato Giulio Ugo!

Sino a pochi anni or sono un viaggio in Sardegna, se lasciava nello spirito un tesoro d’impressioni gradevolissime, risvegliava anche i ricordi di grandi incomodità, di disagi, di inaudita lentezza. Dai vecchi e poco puliti piroscafi, che facevano poco onore ai nomi di grandi guerrieri e navigatori e di isole famose, al piccolo treno delle pomposamente chiamate Ferrovie Reali che attendeva presso la solitaria rada di Golfo Aranci lo sconquassato viaggiatore, offrendogli il quadro retrospettivo della industria ferroviaria, ai modesti trenetti delle Ferrovie Secondarie, traballanti e cigolanti per valli e altipiani, alle vecchie diligenze dove si insaccavano i passeggeri diretti ai paesi fuori linea — ed erano, tanti e tanto caratteristici… tutto contribuiva a mal disporre il viaggiatore che doveva superare queste impressioni di disagio, prima di provare quelle altre assai più liete e simpatiche della terra e della gente.

Oggi le condizioni dei viaggi, dobbiamo dirlo subito, sono infinitamente migliorate, sia per i servizi di navigazione che per quelli ferroviarii, quanto per le comunicazioni interne, oggi per la massima parte affidate all’automobile. Alle vecchie linee tirrene, ripristinate via via dopo la guerra, si è aggiunta una nuova linea settimanale che è a vero dire una inserzione nella antica linea Genova-Livorno-Tunisi, ma con uno scalo nuovo a Civitavecchia, in modo che è stabilita una nuova comunicazione diretta settimanale con Cagliari, assai comoda nella buona stagione, perché in 16 ore conduce da Civitavecchia a Cagliari con due buoni e comodi vapori, il Tebe ed il Città di Tripoli, abbastanza rapidi e confortabili. Anche i giornalieri postali tra Civitavecchia e Terranova sono bei vapori, eleganti, rapidi e che tengono assai bene il mare, specie i due maggiori Tocra e Città di Bengasi. La rete delle ferrovie Reali, passata allo Stato per cura di questo e per l’attività della Direzione locale, affidata all’ing. Amico Fais, è stata quasi per intiero rinnovata nell’armamento e migliorata nei servizii di movimento sia per i viaggiatori che per le merci. Il vecchio treno museo, relegato ai treni locali, è ora sostituito da un vero treno diretto, con belle vetture intercomunicanti, locomotive lapide e potenti che in tre ore e sette ore, rispettivamente, conducono a Sassari ed a Cagliari, ed in otto ad Iglesias, con un notevole risparmio di tempo sui precedenti tragitti.

Non siamo ancora ai vagoni restaurants, nè al servizio dei treni rapidi notturni, ma il progresso c’è ed il riconoscerlo è un dovere per il pubblico ed uno stimolo al tempo stesso ai miglioramenti successivi che la solerte ed amorosa attività del comm. Fais ci lascia sperare. La rete delle Ferrovie Secondarie fu tutta quanta assunta dalle Società delle Complementari; le linee sono in gran parte servite da tre coppie di treni e su quelle principali dal Tirso a Chilivani, da Bosa a Nuoro, e specialmente su quelle a lungo percorso da Cagliari a Sorgono ed a Tortolì circolano eleganti e comode vetture Pullman che dalle ampie finestre permettono la visione varia ed in molti punti interessantissima dei panorami della Barbagia e dell’Ogliastra, dove le linee hanno tutto il carattere e le difficoltà di vere ferrovie d’alta montagna. Qua e là qualche alberghetto, anche nelle borgate remote dai centri maggiori comincia ad aprirsi, presentando aspetti e servizii alquanto meno diversi da quelli che siamo abituati a richiedere nelle zone più frequentate dai turisti in altre parti d’Italia.

È da augurarsi però, che migliorandosi i servizi alberghieri ed uscendo da quello stadio troppo nebuloso di pulizia e di decoro nel quale si sono sinora tenuti, non si diffondano prezzi degni di un «pescecanismo » ingordo e tali da arrestare sul suo nascere la corrente turistica, diremo di mezzo calibro, quella che può essere la più copiosa e la più rimuneratrice. Ma una iniziativa veramente ardita, degna che il Touring, pure cosi parco di elogi e sdegnoso di inopportune e d’ingiuste réclames, le prodighi il suo elogio e la segnali al pubblico viaggiatore, è quella assunta e compiuta dalla S.A.T.A.S. (Società Anonima per i Trasporti Automobilistici della Sardegna), la quale, accentrando tutte le energie e le precedenti iniziative sorte presso altri privati e proseguendole con una tenacia ed un grande affetto per l’isola, ha istituita una rete di linee automobilistiche che la percorrono tutta quanta, e che oggi può chiamarsi la più razionale e completa rete di tutta l’Italia. Essa collega numerosi centri della regione con quelli collocati sulle linee delle due ferrovie di Stato e Complementari, con un complesso di linee generalmente di lunga percorrenza, in gran parte per ora ad una sola corsa giornaliera, portando la vita ed un pochino anche le forme civili in paesi remoti e fuori mano, a cui si giungeva sinora o a cavallo o in salta-fossi o in vetturette preadamitiche. Sono molte centinaia di chilometri di percorsi automobilistici, scelti razionalmente a servizio di bisogni locali, ma che hanno tutti un notevole interesse turistico per rendere più facile e più intima la conoscenza del paese sardo. Di questa iniziativa, che costò varii anni di tenace lavoro, il merito e l ’onore maggiore spettano al bravo cav. Dino Devoto, delle cui attitudini di organizzatore bene coadiuvato ebbero campo di fare conoscenza i 300 Soci del Touring, che nella primavera del ’21 hanno percorso la Sardegna con le macchine della S.A.T.A.S. Tutte queste linee di montagna e di valle, di pianura e di spiaggia hanno seguito un concetto solo e compiuto una parte di un programma unico: avvicinare i centri interni a quelli delle due linee ferroviarie ed ai porti e far permeare entro all’ intime e riposte contrade isolane l’ondata della vita nuova, che è moto, che è corsa, che è ordine e desiderio di vedere e di rinnovarsi.

Ed ora veniamo ad esporre il quadro di queste nuove linee di auto, accennando in breve a quelle che hanno una speciale importanza turistica riferendo anche il rapporto di esse con l’una o con l’altra delle due grandi reti ferroviarie isolane.

Cominciamo con le linee che fanno capo a centri della Sardegna settentrionale. 

  1. Terranova-Tempio km. 51, ore 3. È in coincidenza con l’arrivo del piroscafo da Civitavecchia e con la partenza. Ha il vantaggio di portare il viaggiatore direttamente nel cuore della Gallura a Tempio, mettendolo subito in contatto con l’ambiente simpatico e vivace di questa regione interessante, con visione dell’alpestre contrada granitica del Limbara. Tempio è pure un centro di escursioni ed è servito, oltre che dalla ferrovia Complementare per Monti, da queste altre linee automobilistiche.
  1. Tempio-Palau km. 54, ore 3.15. E la comunicazione più diretta e più simpatica per Maddalena e la vicina Caprera, mèta di ogni patriottica escursione in Sardegna.
  1. Palau-Teresa di Gallura km. 25, ore 1.30. La più prossima cittadina sarda alla spiaggia della Corsica.

  1. Tempio-Sassari km. 80, ore 5.30. In coincidenza con gli arrivi da Palati, da Monti e da S. Teresa; traversa la Gallura, l’altipiano dell’Anglona e conduce ai pittoreschi territori di Laerru, Martis, Osilo e tra i folti oliveti! dell’agro suburbano a Sassari.
  1. Laerru-Sassari per Castelsardo. Rasenta la bella chiesa pisana di S. Pietro delle Immagini di Bulzi, poi per la stretta di Sedini, bianca di rupi calcari, si affaccia alla magnifica visione della dirupata collina di Castelsardo, troneggiante sulla marina, tocca i ridenti territori di Sennori e Sorso, folti di olivi e di coltivi, e giunge a Sassari. Nuoro, la pittoresca e simpatica cittadina capitale della Barbagia, è la testa di linea di una delle ferrovie Complementari da Bosa per Macomer, alla quale si innesta un’altra linea complementare dalla stazione di Tirso sino ad Ozieri e Chilivani. Ma ora Nuoro è diventato un centro notevole di comunicazioni automobilistiche che sono del massimo interesse per il turista.
  1. Laerru-Sassari per Castelsardo. Rasenta la bella chiesa pisana di S. Pietro delle Immagini di Bulzi, poi per la stretta di Sedini, bianca di rupi calcari, si affaccia alla magnifica visione della dirupata collina di Castelsardo, troneggiante sulla marina, tocca i ridenti territori di Sennori e Sorso, folti di olivi e di coltivi, e giunge a Sassari. Nuoro, la pittoresca e simpatica cittadina capitale della Barbagia, è la testa di linea di una delle ferrovie Complementari da Bosa per Macomer, alla quale si innesta un’altra linea complementare dalla stazione di Tirso sino ad Ozieri e Chilivani. Ma ora Nuoro è diventato un centro notevole di comunicazioni automobilistiche che sono del massimo interesse per il turista.
  1. Nuoro-Orosei-Terranova km. 136, in 8 ore. È in coincidenza con l’arrivo e la partenza del postale per Civitavecchia. Da Nuoro percorre tra mirabili paesaggi ed in vista di Oliena la vallata del Cedrino, raggiungendo, dopo Galtellì e la traversa di Onifai, la marina di Orosei, seguendo poi la costa tirrena, in paesaggio suggestivo e caratteristico, alternando la visione di solitudini impressionanti e deserte con quella di rigogliose ed esuberanti oasi di vegetazione mediterranea di oliveti, palme ed olivi.

  1. Nuoro-Monti-Telti km. 115, ore 8. Linea con percorso interessante, attraverso ad uno dei più caratteristici territorii sardi, ad altipiani estesi, con tratti boschivi a querce e sughereti e vaste distese di pascoli, di Orune, di Bitti, Buddusò, Alà dei sardi, per calare giù a Monti, sulla linea ferroviaria da Terranova a Chilivani, proseguendo per breve tratto, a Telti, sino ad incrociare la linea di auto Terranova-Tempio (n. 1).

  1. Nuoro-Lanusei km. 85, ore 5. È un’ardita linea che sale, sino a notevole altezza di oltre 1200 111., all’Arco di Correboi, conducendo il turista per i tipici villaggi di Mamoiada e di Fonili a costeggiare il versante settentrionale del Gennargentu, la cui visione accompagna il viaggio per un buon tratto del percorso tra l’Arco di Correboi e Villagrande-Strisaili ed Arzana, salendo poi alla cittadina di Lanusei, dall’ampio dominio sul fronteggiante Tirreno. Da Lanusei la linea ferroviaria Complementare, con tracciato arditissimo di linea di alta montagna, conduce a Mandas verso sud e a Tortoli, alla spiaggia del mare. Tortoli è punto di partenza di un’altra linea di auto, di proprietà di altra Ditta privata, S.Triccas.

  1. Tortolì-Orosei km. 84, ore 4. Ha percorso attraverso alle più solitarie regioni della Baronia, passando per i territorii di Baunei, di Dorgali, raggiunge ad Orosei l’altra linea da Nuoro a Terranova facendo conoscere una plaga sinora trascurata, ma assai pittoresca e tipica dell’isola.

  1. Nuoro-Gavoi-Sorgono km. 79, ore 8. Conduce attraverso alla bella regione di Barbagia per Oniferi e Orani, dominata da vicino dall’acuta montagna di NS di Collare, con l’interessante santuario del sec. XIV, ed uno dei più vasti ed interessanti panorami dell’isola; prosegue per Sarule, costeggia Olzai ed Ollolai dai brillanti costumi muliebri, e s’accosta ad Ovodda alle estreme pendici nordovest del Gennargentu, percorrendo fra boschi e pascoli e fieri dirupi granitici la valle di Tiana per scendere nella bella e vasta conca verdeggiante di Sorgono. Sorgono è la testa della linea della Complementare Cagliari-Mandas-Sorgono, servita ora da tre coppie di treni, con comode vetture che permettono di ammirare il tratto assai vario ed alpestre di questa linea ferroviaria tra Laconi, Belvì, Tonara e Sorgono. Ma oggi Sorgono è servita da altre linee di auto, oltre a quella già ricordata per Nuoro, le quali possono fare di Sorgono un centro di escursioni di notevole interesse, non meno che Nuoro, favorito anche da un discreto albergo, tenuto da certo Marchi, in prossimità della stazione ferroviaria.

  1. Sorgono-Tonara-Seulo-Sadali km. 65, ore 4. Linea assai interessante per il turista, perchè gli mostra i più imponenti paesaggi alpestri della bella Barbagia di Belvì e di Seulo, ed i borghi più caratteristici per costumanze e foggie di vestiario, da alcuno dei quali, come da Aritzo, è consigliabile la salita al Bruncu Spina, la vetta più alta della catena del Gennargentu. Questa linea di auto, quasi tutta d’alta montagna, con tratti pittoreschi di valli e di boschi, tocca Tonara, a quasi 1000 m. sul mare, poi scende alla stazione di Desulo, prosegue lungo la vallata dell’Iscra sino a Belvì, e rimonta poi per Aritzo, tra folti castagni sino alla cantoniera di Cosatiru, donde incomincia la discesa per Gadoni, Seulo sino a raggiungere a Sadali la linea ferroviaria da Cagliari Mandas a Tortolì, compiendo cosi il circuito della Barbagia, nel cuore dell’isola. Questa linea è una vera benemerenza della Satas e merita appunto di essere percorsa, nella speranza che un afflusso maggiore di visitatori faccia sorgere tra breve l’industria della Camera del forestiero, che sia una modificazione e non una deviazione della tradizionalmente cortese ospitalità isolana.
  1. Sorgono-Neoneli-Abbasanta km. 51, ore 3.30. Linea interessante ed utilissima, avvicinando il centro della Barbagia Mandrolisai alla ferrovia centrale e quindi al continente. Tocca la bella chiesa di S. Mauro, centro di una vivace sagra alla fine di maggio, ed interessante per riunione dei più brillanti costumi della regione Ortueri, Neoneli, poi raggiunge la pittoresca ed ampia valle del Tirso, che passa a Radasune, ove presto avremo l’ampio lago artificiale dovuto all’ardita opera della Società per lo sbarramento del fiume, per scopi idraulici ed elettrici; di lì poi, per Ghilarza, raggiunge Abbasanta, presso alla quale è il notevole Nuraghe Losa, ora monumento nazionale. Un altro centro di linee di auto è Oristano, l’antica città capitale del giudicato di Arborea, ed anche attualmente centro importante agricolo di un regione fertilissima, a cui daranno non pochi vantaggi i lavori di sbarramento del Tirso e le altre opere idrauliche in corso di costruzione.
  1. Oristano-Neoneli km. 47, ore 3. Percorre parte della valle del Tirso, toccando numerosi paesi del Campidano e quindi Fordongianus, con gli avanzi di edifici termali romani e la chiesa medioevale di S. Lussorio, poi Busachi, dai caratteristici costumi femminili, raggiungendo la strada da Abbasanta a Sorgono a Neoneli situata in amenissima postura.

  1. Oristano-Laconi km. 63, ore 4. Congiunge il bassopiano Campidanese con la regione alpestre del Sarcidano, raggiungendo a Laconi la ferrovia complementare Mandas-Sorgono, conduce a rasentare la caratteristica Giara di Gesturi e per Nureci a Laconi alle porte della pittoresca regione boschiva ed alpestre della Barbagia di Belvì.

  1. Orìstano-Santulussurgiu km. 40, ore 2.30. Attraversa un territorio ricchissimo di vigneti per un tratto notevole, poi per Milis passa una incantevole regione di agrumi, tra i quali notevole la Vcga, già dei marchesi Boyl, poi toccati i due villaggi di Seneghe e Bonarcada, raggiunge alle falde del selvoso Montiferru il grosso borgo di Santulussurgiu.

  1. Oristano-Cuglieri-Bosa km. 67, ore 5.30. Sull’opposto versante del Montiferru, verso la sponda del mare, si svolge invece il percorso di questa lungi linea, tocca la rada di S. Caterina, dove sorse un giorno la punica Cornus, per salire a Cuglieri, uno dei più ridenti ed ameni villaggi della Sardegna, con amplissimi orizzonti di monti e di marine; prosegue poi tra oliveti e coltivi, attraverso alla bellissima e fertile Planargia e per Tresnuraghes, Tinnùra, Flussiu, scende poi alla valle del Temo sino alla città di Bosa. A Bosa si raggiunge la testa della linea delle ferrovie complementari, per Macomer-Nuoro.
    1. Cuglieri-Tresnuraghes km. 12, ore 0.30. In coincidenza con i treni della ferroviacomplementare per Macomer e Terranova. Un importante reticolato di servizi d’auto interseca la regione del Campidano, di Cagliari allacciandone i varii centri alle due ferrovie di Stato e Complementare.

    1. S. Gavino-Sanluri-Senorbì km. 33, ore 2. Dalla stazione ferroviaria di S. Gavino, sulle ferrovie dello Stato, lasciando a tergo la collina dominata dai ruderi del Castello di Monreale, raggiunge a Senorbi la ferrovia Complementare Cagliari-Mandas.

    1. San Gavino-Guspini-Arbus-Iglesias km. 80, ore 5. È la linea delle miniere, che dà accesso ai pittoreschi distretti boscosi che circondano Gonnosfanadiga ed Arbus, alle radici del monte Linas; si traversano poi le regioni minerarie di Gennamari e Ingurtosa, raggiungendo la bella conca di Fluminimaggiore, da cui per la vallata di S. Angelo e di S. Benedetto scende alla bella e lieta pianura dove giace Iglesias, il capoluogo delle miniere, la cittadella dei Donoratico della Gherardesca. E linea pittoresca e varia, di grande comodità ed interesse per il turista e per lo studioso.

    1. Fluminimaggiore-Buggerru km. 10, ore 0.45. Si stacca dalla precedente e conduce per una strada ardita e pittoresca alla marina, a Buggerru. Iglesias è servita ora da due altre linee automobilistiche, entrambe di molto interesse per il turista ed indispensabili per raggiungere importanti località dell’isola.
        1. lglesias-Portovesme km. 25, ore 1.30. Passa nella zona di Monteponi, fervida di lavoro1 sotterraneo e all’aperto, poi per la vallata di S. Giovanni, attraversa Gonnesa, e di lì raggiunge tra le ultime pieghe di’ colli e di dune il porto canale di Portovesme ed il villaggio marinaro di Portoscuso; da, Portovesme, battello a vapore per Carloforte.

        1. Iglesias-S. Antioco-Calasetta km. 50, ore 3.15. Linea frequentatissima, ha come la precedente percorso comune sino a Gonnesa, poi si stacca ed attraversa la regione del Sulcis, tutta sparsa di casolari e di ovili, detti furiadroxius, rifugio dei pastori, che dànno una fisionomia tutta caratteristica a questa contrada. Dopo S. Giovanni Masainas, la corsa lascia la terraferma sarda, percorrendo la diga litorale che tende verso l’isola di S. Antioco, a cui arriva per il tipico ponte medioevale. Traversato S. Antioco, erede della gloriosa Sulcis cartaginese e romana, vigilata dal castello merlato, si scende per la valletta tra vigneti e coltivi sino a Calasetta, bianco villaggio ligure, che fronteggia. Carloforte, situata nella prossima isoletta di San Pietro. Un interessante gruppo di linee di auto si irradia da Cagliari.
        1. Cagliari-S. Vito-Muravera-Tortolì km. 145, ore 8. Questa lunga linea, traversando il Sarrabus, congiunge Cagliari all’Ogliastra. Tocca la amenissima conca di S. Gregorio, villeggiatura fiorita sotto i dirupi granitici dei Settefratelli, scende attraverso alle solitudini pittoresche di Campu-Omu, alla vasta piana di Sarrabus, dove presso al Flumendosa si trovano i villaggi di Muravera, di Vito e Villa Putzu. Dopo la verde oasi si affronta la solitaria regione di Quirra, tra monti e castelli, poi toccando Tertenia, e rasentando da lungi Ierzu, alta sui dirupi di Ogliastra, tocca Bari Sardo e raggiunge Tortolì. Quivi si incontra con la ferrovia Complementare di Lanusei-Mandas, e con la linea privata d’auto per Orosei (n. 9).

        1. Cagliari-S. Nicolò Gerrei-Ballao km. 77, ore 4. Questa linea, movendo per Senorbì e S. Andrea Frius, lascia la Trexenta e si addentra nei monti del Gerrei, raggiungendo a Ballao l’ampia vallata del medio Corso del Flumendosa.

        1. Nicolò Gerrei-Villasalto-Armungia km. 23, ore 1. È una diramazione dalla linea precedente, che guida il turista alle pittoresche regioni dell’altipiano dominato dal M. Qenis e dal Sette Fratelli, dove sorgono Armungia e Villasalto dai vasti giacimenti d’antimonio, in località degne di essere visitate per la ricchezza cinegetica e per la varietà del paesaggio alpestre.

        1. Cagliari-Sardara km. 55, ore 3. Attraverso al Campidano solatìo, Sanluri, posta sulle Complementari, e poi Sardara, situata sotto il castello di Monreale, insigne per gli avanzi di un tempio protosardo e la bella chiesa medioevale di S. Gregorio.

        1. Cagliari-Pula-Teulada km. 26, ore 3.15. Linea molto utile ed interessante; percorre lo stretto cordone littorale tra il golfo e lo stagno di Cagliari, poi il litorale lungo le falde dei monti di Capoterra, toccando Sarrock e Pula, presso gli avanzi dell’antica Nora. Dopo un tratto solitario e varie salite e discese, raggiunge Teulada, in pittoresca posizione, tra fitte piantagioni di agrumeti, con una solenne cerchia di monti torreggianti sul mare. Località interessante per il turista ed il cacciatore. Teulada è un paradiso per l’artista, per le caratteristiche nell’ambiente ed i vaghi costumi della gente del paese.
        1. Teulada-Santadi-Siliqua km. 65, ore 4. È la continuazione della linea precedente; degrada dai monti di Teulada al piano littorale sulcitano che raggiunge verso Villarios-Masainas, addentrasi poi nella regione mineraria di Rosas e di Acquacadda e passando al piede del superbo colle coronato dal castello di Acquafredda, tocca Siliqua, sulla, linea Cagliari-Iglesias.

        1. Siliqua-Vallermosa km. 8, ore 0.20. Breve tronco di interesse locale.

        Ho finito quest’arida enumerazione che però il lettore non troverà del tutto inutile. Il Touring ha sempre mirato con simpatia verso l’isola sarda ed ha salutato con parole di sincera compiacenza ogni miglioramento in essa compiuto, ogni iniziativa che faccia fluire più rapido e facile il movimento di visitatori in tutti i suoi più vaghi e tipici recessi. Un notevole passo per il miglioramento delle grandi e piccole comunicazioni dell’isola è stato compiuto, e mentre il Touring esprime tutta, la sua lode ad Enti, funzionari e privati che hanno cooperato a questo progresso della viabilità isolana, confida che altri tengano dietro per meglio favorire il movimento dei visitatori, sia con le migliorie degli alberghi nei maggiori centri, sia, mi si permetta di ripeterlo, con la istituzione della Camera de! forestiere in tutti i villaggi che per bellezza di natura o per altre caratteristiche meritino la sosta del passeggiere. Il vecchio adagio « Ubi motus, ibi vita », abbia il suo pieno valore anche nella terra dei fieri ed ospitali sardi, e le sempre numerose squadre di visitatori che tutta quanta la percorrono e la studiano, possano sempre meglio apprendere quante virtù e quante energie e quanta splendida potenzialità di benessere e di ricchezza si nascondano ancora in quella terra che l’Italia sinora non ha saputo conoscere ed apprezzare nella sua piena luce!

        Donna di Osilo
        Donne di Fonni
        Casolare dintorni Nuoro

        NOTA. Nel libro Tav. CCXXIX – «Scala esterna di un casolare (Oliena)»

        Casa Marchesi di Cabras

        NOTA. Nel libro Tav. CCII – «Cortile frammentario di un’antica casa di Cabras»

        Caratteristico carro sardo del Campidano
        Tela tradizione folclorica Sardegna

        NOTA. Nel libro Tav. LXXXI – «Merletto bianco sfilato, bianco (proviene dal circondario di Oristano. Collezione Pischedda)».

        Coperta da letto Muravera

        NOTA. Nel libro Tav. LIII – «Grande coperta da letto (eseguita a Muravera – Cagliari)».

        Copricassa di Morgongiori

        NOTA. Nel libro Tav. LXVIII – «Particolare di un tappeto di Morgongiori (Cagliari, Coll. Ing. Dionigi Scano)»

        Disegni a rilievo Barbagia

        NOTA. Nel libro Tav. CXXIV- «Motivi tolti da utensili intagliari (Sassari, Collezione Gavino Clemente)

        Cassone di Santulussurgiu

        NOTA. Nel libro Tav. CLXIV – «Cassone (fattura di Santulussurgiu – La coperta è stata eseguita a Cabras, proprietà Pinna-Murtas)»

        Grondaia di terracotta di vasai di Oristano

        NOTA. Nel libro Tav. CLXVIII – «Doccione in terracotta (manifattura di Oristano)»

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