Il clima

di Vittorio Angius – a cura di Guido Rombi

In Gallura si registra grande differenza di climi, però noi ci soffermeremo sui due principali, il mediterraneo e il marittimo.

Nella regione mediterranea ed alta il freddo comincia a ottobre e termina ad aprile. Esso è fortissimo quando spira il vento dalla Corsica, tanto che di notte anche i pastori devono starsene al fuoco perché altrimenti rischierebbero di restare assiderati.

La neve cade copiosa in dicembre e gennaio, e spesso nel pianoro del Gemini è alta un metro e mezzo. Allora nei paesi si deve faticare per rendere trafficabili le contrade.

Il Limbara si riveste di neve da ottobre e accade spesso che se la trascini fino a maggio.

Il ghiaccio che si forma nelle belle notti invernali sopra i pantani è una crosta spessa i trenta centimetri e più, e dalle grondaie si allungano dei geloni così grossi, che col peso o rompono o tirano giù le travi di legno.

Spesso in estate anche il caldo è eccessivo se non spira alcuna brezza e le rocce granitiche bruciano i piedi. Esso comincia prima e cessa più tardi ed è più cocente nelle regioni basse che nelle terre alte, se c’è poca ventilazione; di conseguenza si soffre meno il freddo e le nevi si sciolgono presto.

Nel clima marittimo la temperatura è piacevole d’inverno se non soffiano i venti freddi; e il calore non è troppo nei mesi estivi se non quando non vi è alcuna brezza; ma è raro che vi sia perfetta calma se non per poche ore visto che o si alternano i venti di terra e di mare (il primo sentendosi nella notte, l’altro di giorno nelle ore più calde), oppure si determina nell’atmosfera un vento forte e continuo per uno o più giorni.

I venti dominanti sono la tramontana, il maestrale e il levante. Il levante suole portare le piogge, il ponente le tempeste. Le piogge sono frequenti, sebbene meno che in altri tempi per la distruzione dei boschi in vari luoghi.

Il Limbara raccoglie spesso le tempeste e riceve le saette. Le sue cime sono spesso ingombre di immensi agglomeramenti di nuvole. E sono tenute d’occhio da quelli che stanno nelle terre inferiori, principalmente d’estate, preoccupati quando il movimento della tempesta è orientato a discendere verso di loro. La grandine può fare grandi guasti. Nel 1820 ne venne giù di tanta grossezza che furono rotte vetrate e tegole, ammazzati molti animali, e distrutte le vigne.

Salubrità dell’aria. Le regioni mediterranee alte, ventilate e poco umide, sono molto salubri in tutti i tempi: ma dove le condizioni sono contrarie l’aria è malsana in qualche stagione. Il grado della malsanìa corrisponde alla maggiore o minore ventilazione e al grado di umidità, come pure a quello della fecondità, per cui varia è la quantità degli animali e vegetali in putrefazione.

Nella Gallura superiore i luoghi di maggiore insalubrità sono il piano di Cocìna, la maremma di Vignola e le spiagge del Liscia, d’Arzachena e di Terranova; […]