GOLFO ARANCI

di Pasquale Cugia

1892

Golfo Aranci.

Piccola stazione a km 13 da Terranova; serve le poche case sparse in questi dintorni del grande golfo. Nelle vicinanze si trovano la chiesa di Nostra Signora del Monte e l’istmo che, elevandosi gradualmente, forma poi Capo Figari. Il terreno attraversato è interamente granitico e dai dintorni furono estratti i massi per costruire il ponte d’imbarco della stazione di Golfo Aranci.

Golfo Aranci, distante km 9 dalla precedente, è capolinea della rete ferroviaria principale e costituisce la testa di ponte che collega la Sardegna alla capitale del Regno.

«Uscendo da una stretta imboccatura del porto di Terranova verso il mare, si trova a sinistra quello amenissimo degli Aranci, così chiamato poiché assai bene vi prosperano tali agrumi, formato e protetto dai venti di tramontana dalle immense rupi di Capo Figari. Piuttosto che golfo, potrebbe dirsi vero porto, poiché offre ancoraggio profondo e sicuro a qualunque nave; è inoltre luogo assai pittoresco, dove fanno cupo e bellissimo contrasto le verdi spiagge coperte di ricca vegetazione e di aranci che lo circondano a occidente, e le nude e bianche rupi del Figari che lo proteggono a nord. Completano la bellezza del quadro e la sicurezza del porto, e ne fanno stupendo fondale scenico, le isole di Tavolara e Molara, che sorgono a mezzogiorno».

A questa smagliante descrizione del Corbetta nulla avrei da aggiungere; toglierei piuttosto gli agrumi da lui menzionati, poiché propriamente non se ne vedono. Ciò, forse, avrà potuto verificarsi in tempi remotissimi; ne dubito tuttavia molto, essendo il suolo interamente granitico. La società ferroviaria ha piantato alcuni eucalitti e creato un piccolo giardino intorno alla stazione; qualche scavo per orticelli è stato fatto dalle guardie: ecco tutte le piantagioni avvenute dal 1883 in poi, non esistendo prima nulla di simile. L’etimologia del nome va dunque ricercata altrove.

La stazione è bella, comoda ed elegante, quasi interamente costruita con granito dei dintorni; contiene albergo e ristorante, nonché gli uffici di dogana, di porto ecc. Il binario è prolungato fino al ponte d’imbarco, dove, presso un’altra piccola stazione detta della Marina, il treno giunge per trasportare o ricevere passeggeri, posta e merci all’arrivo o alla partenza dei piroscafi. Il servizio è interamente a carico della società ferroviaria, secondo le convenzioni stipulate con il Governo.

Poche altre case o magazzini sorgono nei dintorni della stazione, tutte di modesta importanza, compresa la caserma delle Guardie di Finanza; ma esse indicano un continuo sviluppo. A Capo Figari è attualmente in costruzione il semaforo.

Un piccolo cimitero, nella pittoresca Cala di Greca, completa i servizi di questa località; qui, recentemente, nel 1891, dagli equipaggi della Navigazione Generale Italiana fu eretta una lapide in memoria di cinque marinai della barca ligure Generoso II, che, insieme all’imbarcazione, naufragarono in questi paraggi nel 1887.

Questo sito, così bello e vantaggioso per le comunicazioni con la capitale, è lecito sperare possa in breve tempo acquistare l’importanza che gli compete e formare un valido nucleo di popolazione; ne è prova il discreto avviamento del commercio, specialmente del bestiame che ora si spedisce a Roma. Così potrà avverarsi quanto il benemerito La Marmora intuiva nel suo apprezzato lavoro pubblicato nel 1850.

Il Golfo degli Aranci si confonde con quello di Terranova; è formato a nord-est dalla piccola catena del Plebi e da Capo Figari, di cui si è già parlato, e a sud da Capo Ceraso. Si sviluppa, con varie cale e anfratti, in forma semicircolare, avendo nel mezzo l’accesso al porto di Terranova, che ha inizio alla Punta del Giglio. Il miglior ancoraggio è quello dove si trova lo scalo ferroviario, ormai un vero porto.

Lo scoglio Figarotto, separato dal Capo da uno stretto canale, lo protegge ulteriormente dal lato orientale; e la possente isola di Tavolara lo difende dal mare grosso di mezzogiorno.

Olbianus Portus.

La Marmora ritiene che Golfo Aranci sia propriamente l’Olbianus Portus indicato da Tolomeo, e non l’attuale porto di Terranova, come alcuni vorrebbero. A sostegno delle sue deduzioni cita la differenza di 15 minuti di latitudine indicata dallo stesso autore tra Olbia civitas (38° 30′) e Olbianus Portus (38° 45′), nonché le difficoltà di navigazione che Cartaginesi e Romani avrebbero incontrato se il fondale del porto di Terranova fosse stato allora come si presenta oggi. Chi desideri maggiori dettagli su questo punto è invitato a consultare la seconda parte del Voyage dell’illustre autore, libro II, capitolo III.

Del resto, anche in questa zona si rinvengono antichità; ricordo un anello d’oro del peso di grammi 10,10, che nella gemma incastonata reca incise le lettere PV. VT. FE.; fu acquistato per il Museo di Cagliari dal direttore dello stesso, il chiarissimo professor Pais.

Punto trigonometrico.

Nel punto più elevato del promontorio, La Marmora, per il segnale trigonometrico della sua grande carta, si servì di quello stesso che nel 1792 vi aveva eretto il colonnello francese Tranchot per la triangolazione dell’isola di Corsica, collegata con alcuni punti della Sardegna; tale segnale era localmente chiamato lu turrione de lu Franzesu.

Nel 1845 il colonnello Sauli, del Genio marittimo, redasse il progetto della strada da Torralba a questa marina; esso fu realizzato dieci o quindici anni dopo con tracciato alquanto modificato. È questa la strada indicata nella grande carta di La Marmora (edizione 1845), allora non ancora eseguita; nel 1883 vi si aprì la ferrovia fino a Terranova, con tracciato nuovamente diverso.

Geologia

«Capo Figari è formato dalle stesse rocce e dagli stessi terreni di Tavolara. Per studiare questo monte bisogna passare dall’istmo che separa il capo dal continente sardo e salire direttamente al segnale trigonometrico, che costituisce il punto culminante del promontorio.

L’istmo è formato in gran parte da una roccia granitica molto micacea, che può considerarsi piuttosto una specie di pegmatite che un vero granito, accompagnata da vene di anfibolite. Quando si abbandona questa roccia, alla base della salita compare nella pegmatite una specie di gneiss molto quarzoso, a foglietti paralleli bianchi o grigiastri. Questa roccia, riteniamo, è adatta per pavimentare i vestiboli delle abitazioni.

Presso Capo Figari si trova uno scoglio detto Figarotto, formato dalle stesse rocce del promontorio. Passando tra l’uno e l’altro, si osserva un grande solco scavato nella roccia calcarea, tagliata a picco al livello del mare; fenomeno da attribuirsi all’azione delle correnti ondose».

Costa. Isole.

Ai piedi del Figari si trova la piccola baia detta Cala Moresca, così chiamata perché un tempo molto frequentata dai Turchi; è un eccellente ancoraggio per piccoli natanti. Dall’altro lato dell’istmo, le cale della Spina e della Marinella, divisa in nuova e vecchia, offrono anch’esse rifugio ai piccoli legni; mentre, superata la punta detta Liscia Segata, si giunge al porto di Congianus, capace di accogliere imbarcazioni di maggior tonnellaggio. Esso è protetto dai granitici isolotti di Soffi, Mortorio ecc.

Non molto lontano esisteva la Turubule minor; e da questo nome si è dedotta l’esistenza di una Turubule maior, forse già distrutta al tempo di Tolomeo. Lo Spano ritiene che essa sorgesse presso la chiesa di Sant’Eliseo, nel sito detto Turulu Majori.

Sul lato opposto al Figari, verso sud, Capo Ceraso, coronato dal Monte Spalato, chiude il golfo. Qui una costa granitica frastagliata forma diverse cale, dette anche porti, che consentono l’accesso ai piccoli legni; tali sono Porto Vitello, Porto San Paolo, Porto la Taverna. A oriente di quest’ultimo, Punta Branca e Capo Coda Cavallo, ultimo spartiacque del Monte Purgatorio, costituiscono più propriamente i limiti estremi del golfo.

A sua difesa funge inoltre un valido antemurale costituito da un gruppo di isole, delle quali le principali sono le seguenti.

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