PIETRO NURRA

Alghero 5 dicembre 1871 – Genova 14 novembre 1951. E’ stato uno dei più famosi Bibliotecari sardi e italiani. Figura importante e intrigante, che è stata studiata non a caso nei decenni scorsi da un altra grande figura dell’empireo dei bibliotecari italiani, ovvero da Alberto Petrucciani, che ne ha ritratto la figura per il Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani del XX secoloAIB. Pubblicazioni. DBBI20 e per il Dizionario biografico della Treccani.

Algherese di nascita si formò culturalmente a Sassari: «Al Liceo Azuni di Sassari fu allievo di Vittorio Cian, che lo avviò alle ricerche sulla letteratura popolare e il folklore, e con lui curò i due volumi della raccolta annotata di Canti popolari sardi (Palermo 1893; 1896). Aveva esordito nel 1892 con una recensione su La nuova Sardegna e pubblicò poi in riviste, opuscoli e miscellanee numerosi contributi sulla letteratura popolare isolana, testi inediti e rassegne. I suoi lavori e i progetti che vi annunciava – tra i quali una raccolta di sacre rappresentazioni e il manuale pratico Come si raccoglie (Norme ai folkloristi sardi) – vennero segnalati molto benevolmente nelle riviste più autorevoli, dal Giornale storico della letteratura italiana all’Archivio per lo studio delle tradizioni popolari. Collaborò con Angelo De Gubernatis, per la Società nazionale per le tradizioni popolari, fondata nel 1893, e con la giovane Grazia Deledda.

Conseguita la laurea in giurisprudenza all’Università di Sassari (novembre 1893) con una tesi sul socialismo, dopo una breve esperienza d’insegnamento [al ginnasio di Alghero] entrò, nel febbraio 1896, alla Biblioteca universitaria di Sassari come sottobibliotecario».

E da giovane sottobibliotecario pubblicò in quel periodo due dei suoi volumi più interessanti, entrambi sulla sua terra natìa: il primo fu Nella Barbagia settentrionale: impressioni di viaggio (Sassari 1896), «un vivace diario dei vagabondaggi e incontri alla ricerca di materiale folklorico (che avrebbe dovuto costituire un secondo volume).

Il secondo, pubblicato l’anno appresso, «raccoglieva per la prima volta in maniera organica e commentata testi dei più significativi poeti dell’isola dal Cinquecento all’Ottocento, definendo un canone che costituisce tuttora un riferimento imprescindibile»: Antologia dialettale dei classici poeti sardi (1897).

Nel 1898 lasciò la Sardegna per proseguire la sua carriera nel mondo delle biblioteche italiane: fu alla Braidense di Milano (1898) e a Milano s’inserì da protagonista nel socialismo milanese, soprattutto come collaboratore di Filippo Turati. A Milano restò fino al 1912 quando si trasferì alla Biblioteca Universitaria di Genova, di cui diventò il Direttore; visse il resto della vita nel capoluogo ligure facendosi genovese nel profondo e uno degli intellettuali e studiosi più noti della sua storia risorgimentale.

GALLURA TOUR è felice di ricordarlo e di pubblicare in bella veste il suo primo libro sardo, le sue memorie di viaggio in Barbagia con tappa finale Nuoro, dove incontra Bustianu (Sebastiano) Satta e Grazia Deledda, più giovane di lui di tre anni.

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