NEL 1879 SBARCA IN SARDEGNA IL FRANCESE Léon Denis (Foug, 1º gennaio 1846 – Tours, 12 aprile 1927) noto come l’apostolo dello SPIRITISMO FRANCESE. (SI VEDA QUI).
COSA AVRA’ DA RACCONTARCI DELLA GRANDE ISOLA SARDEGNA, NEL CUORE DEL MEDITERRANEO? Con quali occhi e quali lenti la vede, cosa osserva, cosa ne dice?
L’INIZIO NON CONTEMPLA ELEMENTI SPIRITISTICI, MA MOLTO REALISTICI E BEN DESCRITTI:
La notte era calata quando l’Italia entrò nelle Bocche di Bonifacio. Grandi nuvole correvano nel cielo oscurandolo, ma improvvisamente, al centro dello stretto, si aprirono e apparve il disco pieno della luna. Lunghe scie di luce bianca si stesero sul mare e sulle isole. Le creste delle onde si argentavano; capi, scogli, promontori emergevano dall’ombra.
Alla nostra destra distinguevo Bonifacio, arroccata su alte rocce sotto le quali il mare ha scavato profonde caverne. Più vicino a noi, gli scogli di Lavezzi, di sinistra memoria: là, nel 1854, naufragò la fregata La Sémillante durante una terribile tempesta. Mille uomini, marinai e soldati, furono inghiottiti in una sola notte, senza che alcuno sopravvivesse.
A sinistra appariva la costa scoscesa di Caprera, dimora di Giuseppe Garibaldi, e più indietro i monti della Gallura, regione aspra e desolata, irta di montagne nude incise dalle tempeste, così selvaggia da evocare paesaggi lunari.
Tre fari illuminano queste acque pericolose: quelli di Bonifacio, della Maddalena e di Capo Testa. I loro fasci intermittenti brillavano a turno; quando uno si spegneva, un altro riappariva subito, attirando lo sguardo. Più in alto, tra le nubi, splendevano le luci del cielo, innumerevoli fanali dispersi nell’infinito.
Il gioco dei fari, la quiete della notte, appena turbata dal rumore dell’elica e dal canto monotono di un marinaio al timone, mi trattennero a lungo sul ponte. Ma il vento di nord-ovest si levò improvvisamente, il rollio aumentò scuotendo violentemente il vapore. Dovetti infine ritirarmi in cabina fino al mattino. […]
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